La città di Cosenza

La Città di Cosenza

Cosenza è un comune italiano di 67 910 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia, in Calabria. Nota come “città dei Bruzi” in riferimento alla popolazione che la fondò nel IV secolo a.C. e della quale divenne capitale, è identificata anche come Atene della Calabria per la sua tradizione culturale.

Oggi è capofila di un agglomerato urbano di oltre 250.000 abitanti comprendente, tra gli altri, i comuni di Rende e Castrolibero, con i quali da anni è in cantiere un processo di fusione. Il sistema urbano cosentino, policentrico ma sostanzialmente unitario, costituisce uno dei principali poli regionali dal punto di vista culturale, socio-economico e della dotazione di servizi.

Riconosciuta nel 2008 come città d’arte dalla Regione Calabria, Cosenza racchiude nel proprio centro storico il Duomo duecentesco, che nel 2011 è stato dichiarato dell’UNESCOpatrimonio testimone di una cultura e di pace” mentre sull’isola pedonale di Corso Mazzini ospita il Museo all’aperto Bilotti (M.A.B.) unico nel suo genere sul territorio italiano.

Cenni Storici

Le origini della città di Cosenza risalgono al IV secolo a.C., momento in cui tutta l’area della Valle del Crati era ritenuta strategica per il popolo bruzio, che qui innalzarono la loro capitale dandole il nome di Cosentia. Cosentia si sviluppò rapidamente tanto da esser definita “metropoli” e capitale di un vasto territorio, e controllore di quasi tutte le città della Magna Grecia calabra, che una dopo l’altra caddero sotto i continui attacchi dei Bruzi. La forza della città nell’area locale, diede coraggio ai Bruzi anche nell’affrontare l’impero di Roma, che però riuscì a sottomettere la città e tutto il suo popolo, facendo di Cosenza una delle sue stazioni, precisamente quella della Via Capua-Rhegium, attuale via Popilia (o via Annia). Sotto l’impero di Augusto, Cosenza trova nuova prosperità passando da città bellica a città commerciale, fino all’arrivo di Alarico re dei Visigoti, che dopo il sacco di Roma, muore a Cosenza venendo sepolto sotto il fiume Busento

.Dopo un nuovo periodo florido, nell’VIII e IX secolo, la città fu sotto il dominio dei longobardi, prima ed in seguito dei bizantini. Violentemente contesa da saraceni e longobardi, la città fu quasi distrutta e riedificata nel 988. Durante il periodo normanno la città ebbe il coraggio di ribellarsi in più occasioni senza mai ottenere grandi successi, divenendo successivamente, ducato degli Svevi, è fra le città preferite dell’imperatore Federico II di Svevia, che aiutò economicamente e culturalmente la città. Durante il periodo Angioino la città fu teatro di un diffuso brigantaggio, e di un profondo periodo di miseria. Dopo circa un secolo re Luigi III d’Angiò insieme alla moglie, decise di risiedere nel castello dando alla città il titolo di centro del ducato di Calabria.

Nel periodo Aragonese la città divenne capitale della Calabria Citra Naethum, poi capoluogo dellaCalabria Citeriore che comprendeva grosso modo l’attuale provincia cosentina. In questo periodo nasce l’Accademia Cosentina che trova il culmine con la guida di Bernardino Telesio, Con la conquista da parte degli spagnoli diviene uno dei centri più vivi della cultura meridionale. Il XVI secolovide un impressionante fioritura umanistica e segnò per Cosenza una rinascita intellettuale, tanto che venne definita Atene della Calabria. Seguirono le dominazioni austriache fino alla guerra fra i Borbone e l’impero francese.

Nel periodo risorgimentale in città si manifestarono movimenti liberali e patriottici tra cui quello del 15 marzo 1844, rivolta ispiratrice per i Fratelli Bandiera che a capo di un gruppo di repubblicani veneziani cercano di aiutare i “fratelli calabresi”. Catturati in Sila dopo una aspra lotta armata contro le guardie civiche borboniche, vennero successivamente fucilati presso ilVallone di Rovito. In seguito i cosentini parteciparono a molte vicende del Risorgimento, dalle guerre d’indipendenza fino all’impresa dei Mille.

Lo stemma araldico di Cosenza istituito con Decreto del 24 aprile 1941, detto settimonio, D’azzurro al monte all’italiana di sette cime d’oro, raffigura i sette colli d’oro sentinelle dell’indipendenza della città in campo verde e i due fiumi Crati e Busento.

Centro Storico

« Cosenza ha interessi e meraviglie che danno la tentazione di girarla tutto il giorno. È inadeguato chiamarla pittoresca; a ogni passo, dall’inizio della strada principale al piede della collina fino al severo castello medievale che ne corona la sommità, c’è da stupirsi e da ammirare. »
(George Gissing, Sulla riva dello Jonio, 1897)

Il centro storico di Cosenza incarna nelle sue forme architettoniche l’apice dell’espansione e della cultura dei Bruzi. Elementi caratteristici della parte antica della città di estensione ragguardevole, nella comparazione con le altre città del Mezzogiorno, sono la concentrazione di edifici monumentali, i numerosi palazzi padronali e di pregio, il disegno urbano, caratterizzato da un dedalo di strette strade che si snodano attorno agli antichi edifici, chiese, conventi, case fortezze, slarghi e piazze. Lo spazio urbano è inserito tra i fiumi Crati e Busento e lo scenario delle colline periurbane cosentine. Dalla fontana dei 13 canali sgorga l’acqua proveniente dall’acquedotto dello Zumpo in Sila; lungo il corso Telesio si trovano la Casa delle culture e il duomo del 1100,dichiarato il 12 ottobre 2011 dell’UNESCO “testimone di una cultura e di pace”, mentre su uno dei sette colli (il Pancrazio) si staglia la figura del castello svevo, imponente fortezza anch’essa millenaria che fu roccaforte di Federico II di Svevia, lo “Stupor Mundi”, imperatore-magnate profondamente innamorato della città. Di rilievo anche la biblioteca nazionale e i conventi di San Gaetano e San Domenico con le relative chiese. Sul colle Triglio, si trova palazzo Arnone, ex sede del Tribunale, e del carcere, ora restituito all’antico splendore e trasformato in sede della galleria nazionale, presso la quale è possibile ammirare l’originale icona della Madonna del Pilerio protettrice di Cosenza e la Stauroteca, preziosissima croce-reliquiario donata da Federico II alla città in occasione della riconsacrazione della cattedrale (1222), oltre che opere di vari pittori meridionali tra cui Pietro Negroni, Mattia Preti e Luca Giordano. Nel quartiere detto della Massa è ubicato il Museo dei Brettii e degli Enotri un tempo Convento di Sant’Agostino, mentre nella Galleria Santa Chiara sorge il Museo del Fumetto, unico nel suo genere nel meridione d’Italia. La città antica dopo lo sviluppo della Cosenza moderna ha alternato lunghi periodi caratterizzati da degrado ed abbandono ad altri di rinascita, valorizzazione e riqualificazione strutturale. Nel 2013 è stata approvata e finanziata la realizzazione del “Museo di Alarico” attraverso l’abbattimento dell’ex hotel Jolly che deturpava il paesaggio e la riqualificazione della confluenza dei fiumi Crati e Busento, il cui progetto ha attirato l’attenzione della prestigiosa testata internazionale “Times Europe” e del “Corriere della Sera”.

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